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A PROPOSITO DI PREVENZIONE

La risposta che la società, attraverso le istituzioni e i servizi, cerca di mettere in campo per evitare l’instaurarsi delle varie forme di dipendenza è definita prevenzione, considerata «la principale azione per evitare e ridurre i rischi e i danni alla salute correlati all’uso e abuso di sostanze psicoattive legali e illegali e all’insorgenza di disturbi comportamentali» (Ministero della Salute, 2020). 

La prevenzione si inserisce in un continuum che va dalla promozione della salute al trattamento e alla recovery e nell’ambito delle dipendenze, in relazione ai fattori di rischio che una determinata fascia di popolazione presenta, si classifica in:

AMBIENTALE: mira a modificare i contesti fisici, culturali, sociali ed economici in cui le persone fanno scelte sui propri comportamenti

UNIVERSALE: le azioni preventive sono rivolte a tutta la popolazione, non identificata da rischi individuali con l'obiettivo di fornire le competenze sociali per evitare o ritardare l'inizio dell'uso di sostanze o l’adozione di comportamenti a rischio

SELETTIVA: le azioni preventive sono rivolte a individui o sottogruppi che presentano un rischio significativamente alto di sviluppare determinati comportamenti

INDICATA: le azioni preventive sono rivolte a soggetti ad alto rischio con minimi ma rilevabili segni o sintomi che prefigurano un disturbo, ma non soddisfano livelli diagnostici dello stesso

 Alcuni aspetti importanti da tenere in considerazione, nel pianificare e realizzare le attività di prevenzione, sono:

  • Il riconoscimento e valorizzazione della dimensione culturale della prevenzione per orientare e contrastare le caratteristiche di fenomeni differenti nelle manifestazioni ma omogenei per le dimensioni di vulnerabilità, i fattori di rischio e lo sfondo socioculturale in cui si innestano, riconoscendone la complessità dei modelli culturali e sociali che impattano sul “consumo” stesso;
  • il coinvolgimento e il raccordo di tutte le energie istituzionali, culturali e sociali per garantire un sistema di intervento complessivo che permetta sinergie costanti e continuative delle risorse umane, professionali, tecniche, organizzative e sociali (oltre che finanziarie) necessarie per una prevenzione efficace che non deleghi il compito preventivo esclusivamente al SSR;
  • la partecipazione e la mobilitazione delle risorse e delle capacità presenti nella popolazione per la tutela della propria salute, responsabilizzando maggiormente giovani e adulti verso i comportamenti d’uso e abuso nei diversi contesti di vita;
  • la promozione e l’adozione di programmi basati su evidenze, adattando modalità e contenuti ai contesti e ai destinatari, migliorando le capacità e le competenze di programmatori, progettisti e operatori del settore.
  • l’informazione da sola non basta, occorre che le nuove generazioni siano messe in condizione di poter elaborare correttamente le informazioni e, soprattutto, siano accompagnate a sviluppare e potenziare quelle abilità di vita (life skills) che hanno un ruolo di primo piano nello stabilire buone relazioni, nel prendere buone decisioni, nel leggere criticamente i messaggi veicolati dai media, nell’essere consapevoli delle proprie emozioni e delle proprie risorse, come raccomandato anche dal Ministero della Salute nel Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025. 

Con la DGR 6219 del 19 dicembre 2007 Regione Lombardia ha approvato le Linee Guida Regionali per la "Prevenzione delle diverse forme di dipendenza nella popolazione preadolescenziale e adolescenziale".

Nella premessa del documento si sottolinea come "affrontare la questione della prevenzione […] significa fare i conti con un fenomeno complesso, articolato e mutevole, che coinvolge numerosi attori ed è influenzato sia dal clima socio-culturale presente sia dalla normativa di riferimento […] e fare i conti con la necessità di ampliare il campo dell’intervento alla riduzione del consumo di sostanze legali (alcol e farmaci), alla diminuzione delle pratiche dopanti e al contenimento di eventuali comportamenti che possono indurre alla dipendenza (quali, ad esempio: gambling patologico, video-game addiction, sex addiction, work addiction, ecc.). 

È necessario, pertanto, affrontare il tema in un’ottica sistemica, pensando a una strategia complessiva di intervento culturale, educativo, sociale e socio-sanitario che 

  • preveda una molteplicità di interventi in ambiti differenti (famiglia, territorio, aggregazioni informali, scuola, ecc.) 
  • coinvolga attivamente sia i destinatari diretti (preadolescenti e adolescenti) sia gli adulti che ricoprono un ruolo educativo nei loro confronti (genitori, insegnanti, educatori, allenatori ecc.) 
  • promuova una consapevolezza della progressiva e massiccia diffusione di comportamenti d’abuso nella popolazione ‘normale’, senza cedere alla tentazione di facili semplificazioni
  •  la strategia preventiva è una strategia sistemica, nella cui logica, per agire sui destinatari diretti, è utile rivolgersi ad altri target strategici in interrelazione con loro
  • i contorni dell’azione preventiva e di quella educativa sono difficilmente distinguibili e ciò rende utile l’adozione di un approccio integrato e multi/meta disciplinare sia nelle fasi della programmazione sia in quelle della progettazione e gestione degli interventi stessi
  • i contesti di intervento sono molteplici, sia in relazione al target strategico (genitori, altri adulti di riferimento, contesti adeguati per l’ intervento con adulti) sia a quello diretto
  •  la necessità di individuare le metodologie e gli ambiti di intervento più indicati per favorire la riduzione dei fattori di rischio e la promozione dei fattori protettivi in base alle caratteristiche dei destinatari
  • l’importanza di intervenire precocemente, quando l’individuo è in fase evolutiva, sia perché lo sviluppo di abitudini sane può appartenere al percorso naturale di crescita, sia perché l’assunzione di sostanze non è ancora avvenuta o è presente in forma sperimentale
  • la necessità di rivolgere programmi di prevenzione a tutte le forme di abuso
  • inserire i modelli di intervento all’interno di una strategia che tenga conto delle caratteristiche di contesto attuali e locali e della loro possibile/probabile evoluzione nel medio-lungo periodo e scegliere metodologie e approcci preventivi sulla base di una rilevazione dei bisogni della realtà locale, che guidino la progettazione degli interventi
  • strategie mirate che facilitino il contatto con questi destinatari e lo sviluppo di interventi “su misura”, in grado di incontrare e rispondere a bisogni specifici

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026